L’ibernazione funzionerà contro il cancro?

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Salute

In un prossimo futuro l’ibernazione potrebbe compensare gli effetti tossici della radioterapia nella lotta contro il cancro. E l’innovazione, per giunta, sembra essere tutta italiana, visto e considerato che un team di studiosi tricolori che già compiuto alcuni test incoraggianti (per il momento solo sugli animali) per poter alleviare gli effetti della già ricordata radioterapia, attraverso la riconduzione dei corpi in uno stato “simile”, per certi versi, a quello di ibernazione.

In maniera più dettagliata, gli studiosi italiani che stanno conducendo tale osservazione hanno scoperto che il nostro corpo, nel momento in cui entra in uno stato di torpore indotto dall’ibernazione, viene protetto dagli effetti tossici della radioterapia. In altri termini, con questa combinazione gli studiosi sono ottimisti circa la possibilità di bloccare la crescita del tumore: a temperature più basse le funzioni vitali vengono infatti ridotte al minimo, e il nostro corpo può dunque reagire meglio contro gli effetti nocivi della radioterapia. Di conseguenza, agli oncologi sarà consentito di utilizzare dosi maggiori di radiazioni per poter uccidere le cellule tumorali senza danneggiare il paziente.

Ancora, gli studiosi evidenziano come circa la metà dei malati di tumore purtroppo abbia la patologia in forma avanzata, e che per poter dare una speranza di guarigione potrebbe essere realmente molto utile cercare di mettere il paziente in una sorta di letargo sintetico, attraverso cui bloccare la crescita del tumore. A sua volta, bloccare lo sviluppo della malattia darebbe ai medici più tempo per la gestione della patologia e, contemporaneamente, permetterebbe un uso più massiccio della radio, riuscendo nell’ambizioso e meritevole obiettivo di trattare tutte le metastasi senza uccidere il paziente.

Non ci resta che incrociare le dita sperando che lo studio possa produrre risultati incoraggianti, da testare anche sull’uomo, e sostenere la ricerca degli studiosi italiani.

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