Biotrituratore: a cosa serve e come sceglierlo

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Il biotrituratore è un macchinario da lavoro essenziale per gran parte dei coltivatori terrieri, in quanto è in grado di sminuzzare foglie, rovi e rami, diminuendo al minimo il loro ingombro. Ecco quindi che una catasta ingombrante può diventare del compost eccellente, perfetto per evitare di bruciare le ramaglie inquinanti e antiestetiche (oltre che illegali).

Come deve essere scelto un biotrituratore?

La scelta di un biotrituratore deve avvenire con estrema attenzione, in quanto la sua struttura è particolarmente elaborata. Questi dispositivi vengono prodotti in diverse varianti, con motori che possono spaziare dai modelli elettrici a quelli a scoppio. Alcune versioni addirittura, sono collegate tramite presa di forza ad un motocoltivatore oppure a un trattore. L’alimentazione del biotrituratore è importante, poiché da essa e dalla conformazione delle lame, si può capire quale tipologia di rami e di verde poter triturare. In linea generale un biotrituratore professionale si caratterizza per una maggiore potenza rispetto agli articoli appartenenti alla categoria “fai-da-te” e per chi desidera il massimo della tecnologia può optare per un modello con rullo portafresa, che ha una capacità di triturazione molto elevata. Esso infatti riesce a sminuzzare rami dal diametro notevole (fino a 40 mm) pur mantenendo una bassa rumorosità. Aspetto totalmente diverso invece nelle versioni a con motore a scoppio, con una capacità di triturazione elevata, ottimale anche su tronchi dal diametro di 60 mm. Questi macchinari sono conosciuti per la varietà di prezzo (che cambia in base ai cavalli) e per una rumorosità sicuramente più fastidiosa, motivo per il quale in questo caso è fondamentale l’utilizzo di cuffie di protezione per le orecchie.

Meglio scegliere un biotrituratore o un cippatore?

Sebbene possano sembrare la stessa cosa, i biotrituratori differiscono totalmente dai cippatori. Quest’ultimi infatti sono pensati per ridurre in piccole parti grossi rami e tronchi e creare pertanto un composto chiamato “cippato”, dalle dimensioni grossolane. Il cippato a differenza del materiale biotriturato infatti, può essere usato per la produzione di energia elettrica in centrali a biomasse, oppure per produrre calore in impianti di cogenerazione. Il biotriturato invece è facilmente smaltibile nelle compostiere o convertito in fertilizzante naturale.

Altri macchinari da affiancare al biotrituratore

Dato che i biotrituratori servono a lavorare rametti e altri scarti di verde facilmente reperibili sui terreni agricoli, è importante essere muniti anche di un macchinario utile a raccogliere tutte queste particelle, così da rendere più veloce la creazione del cippato o del biotriturato. Arrivano in soccorso quindi gli aspiratori, ovvero dei macchinari dotati di un lungo tubo, facilmente direzionabile, che aspira tutto ciò che trova sul suo cammino. Esso può essere facilmente allacciato ad un trattore e trasportato senza sforzo fisico. In questo modo i campi lavorati risultano sempre puliti e gli operatori possono accelerare molte altre operazioni.

Ovviamente i biotrituratori, i cippatori e gli aspiratori devono essere acquistati presso rivenditori affidabili ed esperti nel proprio settore, così che l’utente riceva sempre la giusta assistenza sia in fase pre acquisto che post acquisto.

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