Che la mania del Pokemon Go non avesse più confini è dato ben noto. Che tuttavia qualcuno avesse l’insana idea di giocare a Pokemon Go in Chiesa, è un altro discorso. E così, dopo musei, cimiteri e altri luoghi che meriterebbero ben altro trattamento, arriva dalla Russia la notizia secondo cui un giovane russo è stato arrestato e condannato per aver giocato a Pokemon Go in una Chiesa.
La vicenda è accaduta lo scorso 3 settembre, quando il blogger russo Ruslan Sokolovsky ha subito l’arresto – ai sensi della severa legge contro la blasfemia risalente a tre anni fa – per “aver impedito la realizzazione del diritto alla libertà di coscienza e di religione e aver incitato all’odio”.
La legge – adottata a margine della discussa performance delle Pussy Riot nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca – prevede infatti una serie di rigorose misure di comportamento, e una serie di sanzioni altrettanto rigorose.
Il giovane, nella consapevolezza del suo illegale comportamento, ha deciso di sfidare la legge andando a caccia di “pokémon” all’interno di luoghi di culto e nei pressi dei confini di stato. E così facendo lo scorso 11 agosto Sokolovsky è entrato in una chiesa di Ekaterinburg, nella regione degli Urali, girando un video mentre giocava a Pokémon Go. Successivamente, il giovane ha scelto di postare la sua provocazione su Internet, divenendo in pochi giorni una vera e propria “star”.
Peccato che, il giorno stesso dell’arresto, Sokolovsky sia stato condannato a due mesi di detenzione amministrativa. Ne seguirà un processo in cui, a rischiare, è solo il blogger: fino a cinque anni di prigione.